Fondazione Mario Moderni - via dei Banchi Vecchi, 39 - 00186 - Roma - Tel.: 06 891 335 34

“100 Anni di Moderni: Arte e Archivio in mostra”

Questa esposizione celebrativa, inaugurata il 19 maggio 2026 nello spazio espositivo del WeGil a Roma, segna un traguardo straordinario: i cento anni di vita della Fondazione Mario Moderni.

Fondata nel 1926 per trasformare il dolore di una perdita — quella del giovane Mario, caduto eroicamente durante la Grande Guerra — in un’opportunità generativa, la Fondazione ha attraversato un secolo di storia italiana restando fedele alla sua missione originaria: investire nel talento giovane, restando al passo con i tempi e diventando un punto di riferimento per le nuove generazioni.

Questa mostra non è solo una cronistoria, ma un viaggio attraverso tre direttrici fondamentali:

  • La Memoria: Il ricordo di Mario Moderni, simbolo di una giovinezza interrotta che continua a vivere attraverso il successo di altri ragazzi.
  • L’Arte: un percorso dedicato ai giovani artisti che, dal 2000 ad oggi, hanno incrociato il cammino della Fondazione trovando uno spazio libero di espressione e confronto. Attraverso la Galleria Moderni, abbiamo visto mutare i linguaggi, le tecniche e le sensibilità: dalla pittura materica alle installazioni digitali, dalla fotografia sociale alla scultura concettuale.
  • Il Sostegno: Il racconto dell’impegno sociale e formativo che, tramite borse di studio, premi, realizzazione di progetti, ha permesso a generazioni di studenti meritevoli di costruire il proprio domani.

Celebrare il centenario oggi significa onorare chi ha creduto nella cultura come strumento di riscatto e progresso, significa guardare negli occhi questi giovani artisti. 

La loro arte è il modo più autentico per onorare la memoria di Mario Moderni.

Invitiamo i nostri lettori e sostenitori a scoprire come, per un intero secolo, la Fondazione Mario Moderni ha saputo mutare il “ricordo” trasformando il sacrificio di ieri nella libertà creativa di oggi riuscendo a mantenere una promessa: non lasciare che il talento resti inascoltato.