Donne pace e sicurezza

Allo scopo di rafforzare e coordinare l’impegno nel campo della tutela dei diritti umani delle donne, dei fanciulli e delle fasce più deboli delle popolazioni colpite dal conflitto, il Ministero degli Affari esteri ha promosso la creazione di un Gruppo di lavoro interministeriale, composto, tra gli altri, dai seguenti organismi, uffici ed enti dicasteriali: il Comitato interministeriale dei diritti umani, la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e l’Ufficio II della Direzione Generale per gli Affari Politici e di Sicurezza; il Ministero dell’Interno; il Ministero della Difesa; il Ministero della Salute; il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri; il Ministero della Giustizia, il Dipartimento per le Pari Opportunità e l’ISTAT. Tale Gruppo ha così elaborato il secondo Piano d’Azione Nazionale, di durata biennale, per l’attuazione della Risoluzione del CdS (1325/2000).

In considerazione del momentum internazionale e regionale creatosi a seguito dell’adozione della Risoluzione 1325, l’Italia, da sempre impegnata in attività di cooperazione in questo settore, può e deve assumere un ruolo specifico, in termini di interprete operativo delle regole internazionali – e dunque in chiave aggiornata ed attuale, attraverso la programmazione e la conseguente realizzazione di determinate azioni prioritarie.

A tal fine la Fondazione Moderni presenta una proposta di progetto, che sarà implementata attraverso esperti di settore, in qualità di referenti responsabili per la realizzazione della stessa.

Sotto il profilo della promozione di un dibattito ampio ed attuale sul tema, coinvolgente sia gli addetti al settore che rappresentanti del mondo politico-istituzionale, accademico ed operativo, si intende contribuire ed organizzare la Conferenza ad apertura del semestre di Presidenza italiana dell’UE (luglio 2014), aperto e mirato, sulla violenza contro le donne nei conflitti armati nella cornice del Piano 1325, affinché si possa:

– dare seguito al Piano d’Azione Nazionale, 2014-2016;
– sostenere la candidatura del CoESPU presso la NATO;
– favorire il necessario networking/outreach, così che l’Italia possa sia sostenere le iniziative comunitarie che le attività nate in ambito G-8, coinvolgendo tutti i c.d. relevant stakeholders.

La Conferenza che avrà una sessione inaugurale alla quale, successivamente agli interventi di saluto delle Autorità, seguiranno gli interventi dei relatori competenti per la materia oggetto di discussione, si darà spazio ad un dibattito aperto alla partecipazione dei presenti nella cornice della violenza di genere, dello stato di attuazione/presentazione del Piano 1325 e dell’individuazione di possibili seguiti operativi.