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Francesca Rachele Ili

nata a Roma il 25 ottobre 1980;
Iscritta al IV anno dell’Accademia di Belle Arti di Roma – Indirizzo Decorazione
Ha conseguito la maturità artistica presso il Liceo Artistico “Tuscia” di Viterbo nel 1999. Ha svolto attività di volontariato per diverse organizzazioni non profit. Ha partecipato alle seguenti esposizioni: “La donna nella pittura” (Caprarola, 2002), “Notte Bianca” (Roma, Accademia di Belle Arti, 2003), Estemporanea di Pittura (Caprarola, 2003), Estemporanea di incisione e grafica dell’arte (Roma, 2003), “Obiettivo Pax” (Roma, 2004).

Opera presentata: “In-visibile”. L’opera è stata eseguita su un supporto di pergamena delle dimensioni irregolari di 28x17 cm e racchiuso in una cornice di 26x56 cm. Tecnica usata: pittura in acquerello con l’utilizzo di patine ad olio e flatting in alcune parti per invecchiare la superficie.

Testo di commento: La trasparenza di un vetro, un pensiero che circola attraverso di esso, un flusso che chiede di uscire. Una pergamena vecchia, lacera come dispositivo del mio passaggio e del suo paesaggio.“Nella stretta trincea l’occhio è fisso, immobile, ma il pensiero è lontano…lontano…Monti, sempre monti, lontano, quasi invisibile”. In poche righe è riportato il pensiero di un ragazzo, un ragazzo della mia età, molti anni prima che io nascessi. Il suo sguardo fermo su un infinito immutabile, il suo occhio immobile e il suo desiderio di fuga, da un destino avverso dal quale non può sfuggire. Al contrario, questo viaggio a ritroso nel tempo è giunto ancor più lontano, la fitta trincea si è aperta, si è spezzata e il suo desiderio è giunto fin qui, fino a me, così libero, così lontano… Quei monti, sempre più monti…Il suo pensiero è scivolato oltre, è slittato attraverso le pagine di un libro, attraverso il mio libro ed ora è qui, quasi invisibile? Non più…la sensazione è percettibile, palpabile, sentita, vista, udita, toccata, in, dentro…Torniamo al nostro libro aperto, ad accennare la lieve, stretta maglia di reticolo chiuso che scompare man mano per far riaffiorare il caldo pensiero. La trincea diviene un cenno, una piccola parentesi che apre le porte al flusso del suo cuore. …Monti, non solo monti ma con essi nuvole bianche, calde, che li attraversano libere, li invadono, li proiettano in un sogno, fuori da quella chiusa realtà. Macchie su macchie che si animano appositamente nella loro leggerezza e che vogliono essere gustate solo da chi le vuol sentire. In-visibile…Si vede il tutto e il niente, il pieno della vita di un ragazzo che ci ha lasciato delle lettere, il pieno di un paesaggio che continua a far esistere il suo sogno, nonostante il vuoto racchiuso nella sua sofferenza. La trasparenza di quel vetro, la visibilità dell’opera, la rappresentazione di quel flusso che chiede di non soffrire più.