nata
a Roma il 25 ottobre 1980;
Iscritta al IV anno dell’Accademia di Belle Arti di Roma
– Indirizzo Decorazione
Ha conseguito la maturità artistica presso il Liceo Artistico
“Tuscia” di Viterbo nel 1999. Ha svolto attività
di volontariato per diverse organizzazioni non profit. Ha partecipato
alle seguenti esposizioni: “La donna nella pittura”
(Caprarola, 2002), “Notte Bianca” (Roma, Accademia
di Belle Arti, 2003), Estemporanea di Pittura (Caprarola, 2003),
Estemporanea di incisione e grafica dell’arte (Roma, 2003),
“Obiettivo Pax” (Roma, 2004).
Opera
presentata: “In-visibile”. L’opera è
stata eseguita su un supporto di pergamena delle dimensioni irregolari
di 28x17 cm e racchiuso in una cornice di 26x56 cm. Tecnica usata:
pittura in acquerello con l’utilizzo di patine ad olio e
flatting in alcune parti per invecchiare la superficie.
Testo
di commento: La trasparenza di un vetro, un pensiero che circola
attraverso di esso, un flusso che chiede di uscire. Una pergamena
vecchia, lacera come dispositivo del mio passaggio e del suo paesaggio.“Nella
stretta trincea l’occhio è fisso, immobile, ma il
pensiero è lontano…lontano…Monti, sempre monti,
lontano, quasi invisibile”. In poche righe è riportato
il pensiero di un ragazzo, un ragazzo della mia età, molti
anni prima che io nascessi. Il suo sguardo fermo su un infinito
immutabile, il suo occhio immobile e il suo desiderio di fuga,
da un destino avverso dal quale non può sfuggire. Al contrario,
questo viaggio a ritroso nel tempo è giunto ancor più
lontano, la fitta trincea si è aperta, si è spezzata
e il suo desiderio è giunto fin qui, fino a me, così
libero, così lontano… Quei monti, sempre più
monti…Il suo pensiero è scivolato oltre, è
slittato attraverso le pagine di un libro, attraverso il mio libro
ed ora è qui, quasi invisibile? Non più…la
sensazione è percettibile, palpabile, sentita, vista, udita,
toccata, in, dentro…Torniamo al nostro libro aperto, ad
accennare la lieve, stretta maglia di reticolo chiuso che scompare
man mano per far riaffiorare il caldo pensiero. La trincea diviene
un cenno, una piccola parentesi che apre le porte al flusso del
suo cuore. …Monti, non solo monti ma con essi nuvole bianche,
calde, che li attraversano libere, li invadono, li proiettano
in un sogno, fuori da quella chiusa realtà. Macchie su
macchie che si animano appositamente nella loro leggerezza e che
vogliono essere gustate solo da chi le vuol sentire. In-visibile…Si
vede il tutto e il niente, il pieno della vita di un ragazzo che
ci ha lasciato delle lettere, il pieno di un paesaggio che continua
a far esistere il suo sogno, nonostante il vuoto racchiuso nella
sua sofferenza. La trasparenza di quel vetro, la visibilità
dell’opera, la rappresentazione di quel flusso che chiede
di non soffrire più.